Nell'utilizzare i materiali, la natura utilizza dei concetti che in certo senso “spiazzano” la nostra conoscenza di base sul loro comportamento. Si possono eseguire delle prove per caratterizzare i materiali ed i componenti, ma ci sono alcune considerazioni generiche che si danno per scontate prima che alcuna misura sia effettuata. Sono comuni esperienze che tirando un elastico di gomma, esso si assottigli; oppure che un raggio di luce, penetrando dentro un materiale, come il vetro di una lente, od un liquido, come l'acqua, viene deviato (rifratto) all'interno del materiale stesso; o ancora, che una gocciolina d'acqua sulla superficie di un materiale assume una forma più o meno sferica, che le permetta una certa coesione con la superficie stessa, in modo da condensarvisi. Se si sa qualcosa di più sui materiali, in particolare sul loro elettromagnetismo, si ricorderanno anche altre proprietà: per esempio che in un conduttore elettrico (per esempio, il rame) o in un materiale magnetico naturale (o ferromagnetico: per esempio, il ferro), a parità di campo elettrico o magnetico applicato, quello che viene trasmesso dipende rispettivamente dalla permettività elettrica (ε, epsilon) e dalla permeabilità magnetica del materiale stesso (μ, mu).
Tuttavia, più recentemente, si è scoperto che ci sono dei materiali che hanno anche il comportamento inverso rispetto alla logica: i materiali auxetici, di cui dicevamo poco sopra, si rigonfiano se tirati; le pellicole basate sul loto hanno una tensione superficiale negativa e sono perciò autopulenti; l'opale a determinate frequenze ha un indice di rifrazione negativo, quindi significa che il raggio luminoso a certe frequenze esce dal materiale e viene respinto (con un percorso in realtà piuttosto tortuoso che lineare). Ci sono anche dei materiali come quello in figura, che hanno permettività elettrica o permeabilità magnetica negativa, sicché il campo elettrico o magnetico sono in pratica riflessi, anziché trasmessi, dal materiale. Questo è molto diverso dall'avere degli isolanti, o dielettrici, che sono soltanto dei materiali cattivi conduttori, quindi con elevate perdite (ma anche con una certa trasmissione), perché consente di avere una vera e propria schermatura totale di certe frequenze.
Queste soluzioni di design contrarie alla logica possono essere indicate genericamente come metamateriali (al di là dei materiali), il che può essere interpretato anche nel senso che dipendono dalla micro- o nanostruttura che i materiali hanno, oltre che dal materiale (è evidente che la spirale quadrata del materiale in figura è la chiave del suo funzionamento come metamateriale).




